giovedì 10 giugno 2010

Diversamente Precarie


Se il player non funziona clicca qui

Lavoratori a progetto, free lance, partite iva individuali, contratti atipici, in una parola: precarietà.
Nella migliaia di differenze che contraddistinguono il presente è la precarietà che tiene insieme milioni di giovani e meno giovani in tutta Europa.
Lavoratori e lavoratrici autonomi che non hanno diritto a nessuna cassa integrazione se perdono il lavoro ne ad alcuna continuità di reddito, maternità, malattia o ferie pagate.

Il capitalismo cognitivo è indubbiamente controverso, ambivalente, totalizzante ed occupa una scena sempre più significativa all'interno del mercato del lavoro.
 Dalle forme della contrattazione atipica allo sviluppo delle piccole imprese un tratto comune emerge con forza e con drammaticità: completa assenza di diritti.
Ci chiederemo cosa sia la femminilizzazione del lavoro e il lavoro immateriale, come si produca oggi e in quali condizioni di sfruttamento. 
Quali siano i nuovi soggetti precari e quali risposte concrete e collettive si possano dare a questa situazione.


Ne parleremo con:
Cristina Morini - giornalista, autrice del libro "Per amore o per forza -  femminilizzazione del lavoro e biopolitiche del corpo"
Judith Revel - Filosofa,  Centre Michel Foucault Parigi
Valeria Tancredi - giornalista, Free lance, Free C.c.p. (Coordinamento Giornalisti Collaboratori Precari e Freelance in Emilia Romagna)
Chiara Schiaratura - fotografa, free lance
Angela Balzano - Tpo, Bologna

giovedì 3 giugno 2010

"L'uniforme e L'anima": Indagine su vecchio e nuovo fascismo

 
Download puntata
Se il player non funziona clicca qui


Action 30 presenta:
"L'uniforme e L'anima"- Indagine su vecchio e nuovo fascismo


Un viaggio nel cuore di tenebra delle società contemporanee. Una ricerca sul rapporto tra “vecchie” e “nuove” forme di razzismo e fascismo attraverso il pensiero di alcuni protagonisti della vita intellettuale e politica dagli anni 1920-30 ad oggi.  In pochi mesi siamo passati da «niente è fascismo» a «tutto è fascismo». 
Vecchio e nuovo si escludono a vicenda o possono invece convivere, sovrapporsi, articolarsi, magari confondersi in qualcosa di più difficile da afferrare e quindi da combattere? Piuttosto che rispondere a queste domande, L’uniforme e l’anima cerca di  farle emergere in tutto il loro spessore storico e critico, etico e politico. 

I ricercatori del collettivo Action30 hanno mobilitato alcuni autori che in modi e tempi diversi si sono interrogati sul tema: Georges Bataille, Jonathan Littell e Klaus Theweleit, George Jackson, Pier Paolo Pasolini, Michel Foucault, Gilles Deleuze e Félix Guattari, Giorgio Agamben, Umberto Eco, James G. Ballard. Ne è scaturito un confronto originale e a volte sorprendente, nel quale s’intrecciano diverse prospettive critiche: le indagini storiche di Michel Foucault, la tradizione dell’operaismo italiano, gli studi di Lacoue-Labarthe e Nancy sul mito nazista e sul rapporto tra estetica e politica, l’analisi delle mitologie pop proposta da Ronald Barthes. 

Il risultato è un volume unico nel suo genere, insieme erudito e militante, denso e tagliente, destinato ad alimentare il dibattito filosofico e politico.


Ne parliamo in studio con gli autori


Pierangelo De Vittorio -  Ricercatore Università di Lecce e Université Marc Bloch di Strasburgo
Alessandro Manna - Ricercatore L'Ecole des Etudes en Sciences Sociales di Parigi 
Enrico Mastropierro - Ricercatore in Filosofie e Teorie Sociali Contemporanee Università di Bari
Andrea Russo - Ricercatore in Filosofia Politica Università Orientale di Napoli


giovedì 27 maggio 2010

Quale Cultura per Bologna?




Si parla molto in città nelle ultime settimane di Cultura in città. Dai tagli dei fondi per la rassegna estiva Bè, alle condizioni lavorative di chi produce arte, fino alle lotte che abbiamo visto in alcuni settori specifici come quelle dei lavoratori del Teatro Comunale. Da parte dell'amministrazione commissariata molte prese di posizione e poche risposte per una città che fa della propria produzione culturale un eccellenza riconosciuta in tutto il mondo. Sembra che la maggior preoccupazione degli amministratori, da anni, siano decoro urbano e sicurezza.

Ma cosa significa produrre cultura oggi nella nostra città? Si può separare la cultura dalla socialità? In che modo le politiche dei divieti hanno inciso nel tessuto sociale? Come si ripensa una città a partire delle esperienze che la rendono viva tutti i giorni?

Ne parliamo con:

Alberto Ronchi - Ex-Assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna
Daniele Gasparinetti - Xing - Fisco
Nicola Laudati - Danzatore, coreografo, fondatore della compagnia "Laudati Danza"
Moe - writer, Ass. Hannibal Lecters
Francesco Greco - Ass. Concordanze
Paolo La Valle - Spazio Autogestito Bartleby

giovedì 13 maggio 2010

La crisi greca dell'Eurozona



 Se il player non funziona, clicca qui

La crisi finanziaria è arrivata in Europa e ha colpito soprattutto la Grecia portando con sé la preoccupazione di un crack Europeo generale che metta in difficoltà gli altri Stati dell'Unione mettendo anche sotto i riflettori la debolezza della moneta unica.

Ma non è solo la Grecia che sta pagando un collasso generale di welfare, lavoro e diritti. A quelle latitudini ora è tutto molto più drammatico ma un po' ovunque  in Europa - basta guardare l'Italia - sembra che gli unici a uscirne bene siano i mercati finanziari: le borse si sono riprese, si parla di nuove regole ma sembra che tutto resti uguale a prima.
Sullo sfondo l'ipotesi per la scrittura di un brutto film in cui "una spregiudicata operazione speculativa orchestrata dalla cupola finanziaria di Wall Street" per indebolire l'euro.

La crisi greca e  le risposte messe in atto dal Fondo Monetario Internazionale e dai governi europei, fanno riflettere su come i costi della crisi continuano a essere sempre più massicciamente scaricati sui cittadini. E' necessario chiedersi cosa si può fare, quali politiche dal basso possono essere messe in atto per contrastare questi fenomeni, per riappropriarsi della ricchezza, per non pagare la crisi. Non solo redditto, ma anche diritti e beni comuni come via possibile per immaginare una via d'uscita.
Che scenario ci consegna questa crisi? E' la fine del sogno della grande Europa pensata dopo la caduta del muro? Dietro la crisi greca c'è un disegno di ridefinizione degli equilibri geopolitici globali a mezzo finanziario? Cosa  fare per contrastare questa onnipotenza finanziaria?

Ne parliamo con:
Enrico Piovesana - Giornalista per Peacereporter.net
Andrea Fumagalli - Docente di economia all'università di Pavia
Gianmarco De Pieri - Global Project
Luca Casarini - Global Project (audio tratto dal seminario Digital Commons-7-8- maggio VE)
Sandro Mezzadra - docente di Storia delle Dottrine Politiche all'Università di Bologna  (audio tratto dal seminario Digital Commons-7-8- maggio VE)

giovedì 6 maggio 2010

Note sulla crisi. L'attacco alle Fondazioni Liriche

 


Se il player non funziona clicca qui

Il mondo dei Teatri è in agitazione contro il Decreto Bondi che riforma le fondazioni liriche. Il decreto sancisce di fatto la precarizzazione dei lavoratori del settore. Un forte attacco a quella che è forse l'unica e ultima categoria tutelata nel mondo della produzione artistica, che procede di pari passo con una campagna di delegittimazione della credibilità dei lavoratori di questo settore.

Ma dietro alle mobilitazioni di questi giorni sembra di intravedere una lettura di come stanno mutando le forme del lavoro immateriale ,immerso da una lato nelle idee e nei saperi, dall'altro nella pratica, nel saper fare. Ancora una volta il tema della crisi diviene centrale nel rimodellare i rapporti nel mondo del lavoro, andando a colpire quelle figure che e in Italia stentano ad essere riconosciute e che sempre di più vengono rese invisibili, precarizzate e sfruttate.

 Ma come uscire dall'ottica corporativa che spesso portano avanti queste lotte? Come non vedere il filo comune che vede scaricare i costi della crisi nel campo della cultura, della formazione e dei saperi? Come lavorare per una prospettiva del comune?

Ne parliamo con:

Benedetto Vecchi - giornalista de Il manifesto
Marco Baravalle - S.a.L.E Docks, Venezia
Mattia Cipolli - violoncellista dell'orchestra Teatro Comunale Bologna
Giulio Ciofini - sindacato autonomo Fials, Bologna
Roberto Ledda - attrezzista Teatro Comunale Bologna
Francesco Greco -  studente del Conservatorio "G.B. Martini" di Bologna
Lorenzo Piazza - Campagna Yes We Cash, sportello di consulenza Indirizzo Precario Bologna

martedì 27 aprile 2010

Spotlights questa settimana vi propone una replica.
Ci risentiamo in diretta Giovedì 6 Maggio!
Continueremo a cercare risposte per le nostre domande, mandateci le vostre idee, domande o desideri su quello che vorreste sentire a spotlights.radio@gmail.com
Stay tuned!
www.radiokairos.it

giovedì 15 aprile 2010

Asili nido: divieto di integrazione

 
 
Se il player non funziona clicca qui

La crisi economica ha colpito per primi i cittadini migranti, quelli sempre alle prese col rinnovo dei documenti anche se vivono da anni in territorio italiano.
Sono i primi a perdere il lavoro e, grazie alla Bossi-Fini, insieme al lavoro anche i documenti.
E ora anche anche il posto all'asilo nido.

Sembra incredibile ma il prezzo del razzismo in Italia lo pagheranno i bambini: le modifiche introdotte dal "Pacchetto sicurezza" non garantiscono i diritti dei minori di iscrizione a scuola se i loro genitori sono senza documenti, contro ogni principio stabilito dalla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia delle Nazioni Unite.

La nuova politica per l'infanzia nel Comune di Bologna per un attimo ha colto di sorpresa tutti: fino all'altro ieri, nei moduli di iscrizione all'asilo nido si sarebbe dovuto specificare il possesso del permesso di soggiorno a differenza di altre amministrazioni in Italia che hanno deciso di non applicare questa controversa norma.

Perfino il Ministero dell’Interno ha confermato oggi che l’iscrizione non passerà per il permesso di soggiorno dei genitori.
Nono stante questo è di ieri la notizia che il Comune di Padova non accetterà tutte le domande.

In questo contesto caotico si rivela determinante la mobilitazione dell'opinione pubblica, i sit-in di protesta, le mail di indignazione inviate agli uffici competenti, il rifiuto collettivo del razzismo. Come a Bologna, che nell'ultima settimana ha saputo dare un segnale chiaro: queste leggi non vanno applicate!

E' la dimostrazione che le discriminazioni non possono essere imposte quando c'è una collettività che mette in atto una resistenza attiva.

Ne parliamo con:

Luigi Guerra - Preside  della Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Bologna
Stefania Ghedini - Maestra elementare, scuole XXI Aprile, Bologna
Elena Rozzi - Asgi, Ricercatrice per il Dipartimento di Scienze Sociali, Università di Torino
Ferruccio Cremaschi - Direttore della rivista "Bambini", Segretario ass.ne italiana "Gruppo Asili Nido"
Neva Cocchi - ass.ne Ya Basta! Bologna
Nicola Grigion - Progetto Melting Pot per i diritti di cittadinanza

giovedì 8 aprile 2010

Ru486: il corpo conteso

 
Se il player non funziona, clicca qui

La settimana scorsa è arrivato l'ennesimo attacco all'utilizzo della pillola abortiva, proprio a pochi giorni dalla sua commercializzazione in Italia. Questa volta gli strali contro la Ru486 sono arrivati dai due neo-governatori leghisti appena insediatisi, Cota e Zaia, che rispettivamente in Piemonte e in Veneto, hanno dichiarato che  "le pillole resteranno nei magazzini".

A questa presa di posizione arriva immediatamente la benedizione del Pontefice Benedetto XVI,  che non ha perso occasione per attaccare il diritto di scelta delle donne, al posto di rivolgere la sua attenzione allo scandalo pedofilia che sta scuotendo la sua chiesa.  

Per l'ennesima volta la libertà delle donne viene messa in discussione. La Legge 194, conquista delle lotte per l'autodeterminazione, ancora una volta dimostra i proprio limiti. Mentre la politica utilizza ancora lo scontro bio-etico per muovere consensi.

Ne abbiamo parlato con:

Dott. Silvio Viale medico dell'Ospedale Sant'anna di Torino e responsabile della sperimentazione sulla Ru486
Carla Faralli, docente di Filosofia del Diritto all’UniBO e coordinatrice del Dottorato di Ricerca in Diritto e Nuove tecnologie e  Responsabile dell’indirizzo di Bioetica
Barbara Duden*, storica e autrice di Il gene in testa e il feto in pancia. Storia del corpo femminile (Bollati Boringhieri), 2006
Enza Panebianco, curatrice del blog Femminismo a sud (femminismo-a-sud.noblogs.org)
Serena Orazi e Serena Fredda*, Atelier  Esc Roma, LUM - Libera università metropolitana
Donne in Movimento (Padova)
*materiali sono tratti dal ciclo di seminari Cosa può un corpo? Ciclo di seminari a cura di Lum-Roma

giovedì 1 aprile 2010

Tendenze di voto

 
Se il player non funziona, clicca qui

L'ultima tornata elettorale ci consegna uno scenario non del tutto inaspettato. La crisi delle forme partito tradizionali sono ormai al collasso e il bipolarismo sembra già finito. La Lega continua la sua scalata di consensi andando al governo di due regioni importanti come il Veneto e il Piemonte. Si fanno strada le liste civiche nate attorno alla figura di Beppe Grillo che vanno di pari passo con la figura di Di Pietro. La sinistra continua la sua discesa implacabile, esclusa l'anomalia vendoliana. Berlusconi tiene e questa tornata elettorale si trasforma in una vittoria per il Pdl.

Ma queste elezioni ci consegnano anche un paese spappolato, dove le forme tradizionali della politica si sono rotte. Proviamo a ragionare intorno a questi dati e alle tendenze che ci mostrano. Per provare a spiegare certi fenomeni e tentare di intuire quali vie di sperimentazione future per i movimenti. 
In un momento storico estremamente fluido e complesso.

Ne parliamo con

Augusto Illuminati - docente di Storia delle Filosofia all'Università di Urbino
Claudio Lazzaro -  autore del docu-film, camicie verdi e NaziRock
Luca Casarini -redazione Globalproject.info
Gianmarco De Pieri -  TPO Bologna, Uninomade

lunedì 29 marzo 2010

Iran, quali prospettive?

 
Se il player non funziona clicca qui

Sono passati oltre trent'anni dalla rivoluzione che cacciò lo Shah Palavi portando al potere la componenente guidata dall'Ayatollah Khomeini e nel paese sembra riaccendersi il fuoco della rivolta. E' l'Onda Verde iraniana che, all'indomani delle elezioni presidenziali del giugno scorso che hanno riconfermato Ahmadinejad alla guida del paese, si è riversata nelle strade di Teheran dando vita a una protesta enorme nei numeri di partecipazione e radicale nelle sue pratiche: milioni di persone in piazza, scontri continui con la polizia, riot diurni e notturni. Diciotto morti negli scontri, tredici esecuzioni, e oltre cinquecento arresti, questi i tragici numeri della feroce repressione messa in atto dal governo contro i dissidenti.

Ma cosa sta accadendo realmente in Iran? La complessità del tessuto sociale non rende sicuramente facile la lettura delle vicende iraniane nelle più ampie dinamiche politiche e sociali che si stanno dando nel paese. Uno scenario geopolitico multipolare, che vede da una parte gli Usa e dall'altra Cina e Russia. E un nodo fondamentale che è quello del programma nucleare iraniano.
Abbiamo riassunto alcuni di questi temi, cercando di focalizzare l'attenzione sulla storia dell'Iran e  sullo scenario internazionale. Per provare a spiegarci le origini e i possibili sviluppi di questo incredibile movimento verde.

Per farlo abbiamo messo insieme diversi materiali: gli audio del seminario tenutosi recentemente all'Università Orientale di Napoli, alcuni estratti della trasmissione Citizen U, del film d'animazione Persepolis per la regia di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, e brani di testimonianza raccolti qua e là per la rete, grande strumento di narrazione per l'Onda Verde.

giovedì 18 marzo 2010

Il lavoro autonomo tra contraddizioni e welfare


 
Se il player non funziona clicca qui 

Lavoratori a progetto, free lance, partite iva individuali, contratti atipici. Sono i consulenti, i grafici, i formatori, le attrici ed gli attori, i registi, i videomaker, gli operatori del sociale, gli architetti, i programmatori di software, i ricercatori, le traduttrici, gli esperti di valutazione ambientale e molto altri ancora. 

Lavoratori e lavoratrici autonomi che non hanno diritto a nessuna cassa integrazione se perdono il lavoro. Non hanno diritto ad alcuna continuità di reddito. Con la “gestione separata inps”, pagano contributi per non ricevere alcuna tutela. Non hanno diritto, come i lavoratori dipendenti, alla maternità, alla malattia e alle ferie. Devono pagare iva e fisco alle scadenze prefissate, anche se aspettano per mesi i pagamenti per il loro lavoro.

Il mondo del lavoro autonomo è indubbiamente controverso, ambivalente, ma nello stesso tempo occupa una scena sempre più significativa all'interno del mercato del lavoro. Dalle forme della contrattazione atipica allo sviluppo delle piccole imprese un tratto comune emerge con forza e con drammaticità: completa assenza di diritti.

Welfare e garanzie, già difficili da ottenere nell'Italia della crisi per i lavoratori dipendente, divengono miraggio per le nuove categorie del lavoro. Il sindacato fa convergere i suoi sforzi, sempre più fragili, nella difesa dei garantiti, dimenticando che le giovani generazioni sono per la maggior parte prive di futuro e partecipano di una fiscalità i cui benefici non le riguarderanno mai.


Ne parliamo con:

Andrea Fumagalli
- Docente di economia all'università di Pavia, rete Bin Italia
Giuseppe Allegri - Acta - Associazione consulenti terziario avanzato
Alberto De Nicola - Atelier Esc Roma
Francesco Raparelli - Atelier Esc Roma, redazione Dinamo
Ettore di Cesare e Luca Casarini - lavoratori autonomi


mercoledì 3 marzo 2010

24 H senza di noi: spunti di riflessione

 
Se il player non funziona clicca qui


Il Primo Marzo 2010 è stata una giornata ricca di colore. Cortei e iniziative in oltre 60 città italiane per esprimere contrarietà al razzismo ed alle attuali politiche sull’immigrazione, ma anche per affrontare situazioni e percorsi concreti, come la questione degli sfratti, dello sfruttamento nel lavoro, della precarietà, della gestione securitaria delle città.

Potremmo dopo questa giornata essere affascinati dall’idea di arrivare ad una sintesi, o farci ingannare facilmente dalla possibilità di raccontare le 24 ore appena trascorse in maniera rituale, retorica. Ma tutto questo non potrebbe che risultare un abito troppo stretto per una giornata che invece apre inediti scenari, tutti da scoprire, tutti da percorrere.

Proviamo a fare alcune considerazioni, ragionamenti e a interrogarci su come questa incredibile giornata possa trasformarsi in un percorso reale, inedito e propositivo.

Ne abbiamo parlato con: 

Nicola Grigion - Progetto Meltin' Pot 
Alessandra Sciurba - ricercatrice e autrice del libro Campi di Forza 
Sandro Mezzadra - docente dell'Università di Bologna 
Sergio Zulian - ADL Invisibili di Treviso 
Centro sociale Crocevia di Alessandria, Laboratorio Insurgencia di Napoli

Altre info su: http://www.primomarzo2010.it/

giovedì 18 febbraio 2010

La scuola nell'Era Gelmini

 
Se il player non funziona, clicca qui
Dopo i tagli alle scuole primarie, la riduzione del tempo scolastico, la contestata riforma per il maestro unico e le grandi mobilitazioni che hanno portato in piazza centinaia di migliaia di studenti, insegnanti e genitori, la scuola continua ad essere sotto attacco. Nel 2010 diventerà ancora più difficile nominare i supplenti e provvedere alle spese di funzionamento (dalla carta igienica e detersivi per le pulizie). Migliaia di insegnanti perderanno il posto di lavoro, i contratti precari che non verranno rinnovati. E la ministra Maria Stella Gelmini ha annunciato anche la riforma delle scuole superiori e scoppia la protesta in tutta Italia.

A Bologna la settimana scorsa molti istituti sono stati occupati dagli studenti, il Coordinamento dei Precari della Scuola ha messo in campo diverse mobilitazioni. Venerdì 19 febbraio si terrà una mobilitazione cittadina indetta dal Coordinamento degli Studenti Medi di Bologna, mentre sabato 20 a riprendere le iniziative saranno i genitori e gli insegnanti dell'Assemblea delle Scuole di Bologna.

Ma cosa sta diventando in Italia la scuola pubblica? Quali i problemi che quotidianamente devono affrontare insegnanti e studenti? Come ci si sta organizzando per risolvere la questione della carenza di risorse? Quale futuro per la scuola italiana?

Ne parleremo con:

Franco Tinarelli
- Coordinamento dei Presidenti dei Consigli di Circolo/Istituto di Bologna e Provincia
Matteo Vescovi - Coordinamento dei Precari della Scuola di Bologna
Orazio Sturniolo - Insegnate del Liceo Scientifico Copernico di Bologna 
Assemblea dei genitori e degli insegnanti di Bologna e Provincia
E in studio con noi alcuni studenti del Coordinamento dei Collettivi degli studenti medi di Bologna


giovedì 11 febbraio 2010

Sguardi sulle Migrazioni


Se il player non funziona puoi ascoltare cliccando qui

In Italia si sta costruendo la mobilitazione del 1 marzo "24 H" senza di noi. Una giornata che riporta al centro la questione delle migrazioni in Italia in un momento dove le nostre città sono sempre più pervase da episodi di razzismo. Un appuntamento che ha preso forza dopo i fatti di Rosarno, che hanno sottolineato per l'ennesima volta la drammaticità delle condizioni di vita dei cittadini migranti nel nostro paese. La nazione del pacchetto sicurezza, del reato di clandestinità, dei respingimenti in mare, ma anche del permesso di soggiorno a punti e del tetto 30 per centro di stranieri nelle classi scolastiche.

Come si ricolloca il fenomeno delle migrazioni dentro questo quadro legislativo italiano ed europeo? Come si rideclinano questi aspetti dentro la crisi mondiale? Il pachetto sicurezza cambia le città, crea frontiere nei luoghi pubblici e diffonde l'equazione migrante = delinquente, genera nuove forme di razzismo diffuse. Come ripensiamo città veramente meticce? Come costruire nuove forme di partecipazione e mobilitazione su questo? Quale futuro per le cosidette seconde generazioni?

Ne parliamo con:
Sandro Mezzadra, docente di Storia delle dottrine politiche Università di Bologna
Massimo Cannarella, Università di Genova, progetto Tresegy
Anna Curcio, ricercatrice in Sociologia, Duke Univeristy, Università La Sapienza
Nicola Grigion, Progetto Meltin' Pot Europa
Neva Cocchi, Associazione Ya Basta
Francesca Piconi, Cooperativa Csapsa Bologna
Sun Wen Long, rete ToghethER-Associna
Francesca Marazzini, scuola Aprimondo Rete delle scuole d'Italiano di Bologna
Chiara Bodini, medico, associazione Sokos

giovedì 4 febbraio 2010

Crisi della sinistra tra moralismo e partecipazione

Ascolta la puntata:


A Bologna stiamo assistendo a un altro caso di uomo politico di sinistra che si dimette in seguito a vicende personali. E dopo il caso Marrazzo, risoltosi con dimissioni e ritiro in convento, la sinistra perde pezzi nei territori e il sistema di rappresentanza palesa sempre di più i suoi limiti.

Assistiamo a vicende personali che poco hanno a che fare con il continuo richiamo a valori familiari, di decoro, di sessualità ricondotta alla coppia etero e al matrimonio che guidano la mano di quegli stessi uomini al governo. 
Un nodo che coinvolge uomini di potere, sessualità e donne, e tutto viene ricondotto esclusivamente a un moralismo privato che sembra sempre più sostituire il vuoto dell'etica pubblica.

Questione morale, questione sessuale e crisi della rappresentanza si mescolano, ma mentre a sinistra riempiono vuoti politici e l'opposizione dipietrista propone un giustizialismo tout -court anti casta, le destre (soprattutto la Lega Nord) si radicano nei territori e strizzano l'occhio alla retorica maschilista dell'uomo "con le palle" seduttore per natura.

Come si può ripensare il privato e il pubblico? Cosa succede quando all'etica pubblica si sostituisce la morale privata? E quando questi meccanismi si innestano sulla crisi della rappresentanza? E ancora, quali sono le nuove forme della partecipazione e come i movimenti possono incidere su queste?

Ne abbiamo parlato con:
Chiara Saraceno – sociologa, docente alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino.
Marco Bascetta – direttore di Manifesto Libri
Augusto Illuminati - Docente di storia della filosofia politica ddell'Università di Urbino - Uninomade
Francesco Raparelli – atelier Esc Roma, UniNomade
Gianmarco De Pieri – Tpo Bologna, UniNomade

giovedì 28 gennaio 2010

Giustizia e Legalità tra realtà e idealizzazione


Ascolta la puntata cliccando qui

La settimana scorsa la legge sul cosiddetto «processo breve» ha ricevuto il via libera dall'aula del Senato. 
Oggi l'Associazione nazionale magistrati protesta all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Ma cosa si intravede dentro questo scontro? 
Da una parte il Governo che vara una riforma della giustizia fatta a tutela della classe politica, dall'altra un continuo invocare la legalità come valore assoluto. Ma quali saranno le ripercussioni di questo Ddl? 
Come si tradurrà nella pratica? Cosa cambierà rispetto alla situazione delle carceri in Italia? Qual è lo scontro politico che su questi nodi sta attraversando il Paese?

Ne abbiamo parlato con:

Augusto Illuminati
- Docente di storia della filosofia politica ddell'Università di Urbino - Uninomade
Marco Rigamo - Redazione "Liberi Tutti", Radio Sherwood
 
Elia de Caro - Avvocato, osservatore sulle condizioni di detenzione nelle carceri per l'associazione Antigone
Aurora D'Agostino - Avvocato del Foro di Padova

giovedì 21 gennaio 2010

Nuove frontiere del web

Ascolta la puntata:
 

Siamo ormai stati traghettati nella nuova rivoluzione del web 2.0 – dai social network a you tube, passando per twitter. L'utilizzo della rete è oggi più che mai un grande accumulo di relazioni, narrazioni, invenzioni e linguaggio. Un mondo ricco di bios, di ricchezza cognitiva e di cooperazione. 
Pensiamo alle voci delle rivolte in Iran che hanno fatto il giro del mondo grazie alla rete. O all'indignazione dopo i fatti di Rosarno che sta dando corpo mobilitazione dei corpi attraverso Facebook. 


Da tempo in molti Stati si dibatte anche su come si disciplina la rete, come la si imbriglia. Pensiamo al recente dibattito nel caso Google in Cina, le leggi restrittive in Francia con la dottrina Sarkozy, in Spagna, ma anche all'attegiamento del governo italiano.


Quali sono le modificazioni più importanti che ha avuto la rete? Cosa rappresenta questa eccedenza nel contesto attuale di crisi? In questa battaglia per la libertà sul web qual è la posta in gioco? Come si mettono invece a valore le esperienze positive che ci vengono dal web?


Ne abbiamo parlato con:


Tiziana Terranova - Docente di sociologia delle comunicazioni Universita’ Orientale di Napoli
Gaia Bottà - giornalista e redattrice di Punto Informatico
Nicola Bruno - giornalista, collaboratore di D-La Repubblica, Chip&Salsa del Il Manifesto e Totem.to, quotidiano di cronache digitali 


giovedì 14 gennaio 2010

La rivolta di Rosarno

Quella di Rosarno è la storia di braccianti stagionali sottopagati, che vivono al limite della sopravvivenza umana, circondati dal razzismo e dall'indifferenza dei più e delle istituzioni, soggetti alla violenza della mafia e dei datori di lavoro.
Quali sono le loro condizioni di vita e di lavoro? Che ruolo hanno le mafie?
Le nuove leggi sull'immigrazione sono una causa dell'attuale situazione? Quali conseguenze ci saranno?
Senza dimenticare l'impatto sulle comunità locali, dal razzismo fino alla violenza.
Senza nessuna interazione possibile tra migranti schiavi e italiani.

Ne abbiamo parlato con:

Rolando Magnano - Missione Italia, Medici Senza Frontiere
Marco Rovelli - Autore del libro "Servi, Il paese sommerso dei clandestini al lavoro"
Gianfranco Schiavone - Comitato direttivo Asgi, Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione
Mimma D'Amico - Movimento dei migranti e dei rifugiati, Castelvolturno
Nicola Grigion - Progetto Melting Pot, per la promozione dei diritti di cittadinanza

venerdì 1 gennaio 2010

Spotlights riprenderà Giovedì 14 Gennaio 2010
Buone feste a tutti!